la parola di dio

Esd 6,7-8.12.14-20   Sal 121   Lc 8,19-21.

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La Parrocchia di San Martino d’Albaro vuole condividere la Parola di Dio della giornata odierna 26/09/2017.

Prima lettura

Dal libro di Esdra

In quei giorni, [il re Dario scrisse al governatore e ai funzionari della regione dell’Oltrefiume dicendo:] «Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio. Il governatore dei Giudei e i loro anziani costruiscano quel tempio di Dio al suo posto. Ed ecco il mio ordine circa quello che dovrete fare con quegli anziani dei Giudei per la costruzione di quel tempio di Dio: con il denaro del re, quello delle tasse dell’Oltrefiume, siano integralmente sostenute le spese di quegli uomini, perché non vi siano interruzioni. Io, Dario, ho emanato quest’ordine: sia eseguito integralmente».
Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi, grazie alla profezia del profeta Aggeo e di Zaccarìa, figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione per ordine del Dio d’Israele e per ordine di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. Si terminò questo tempio per il giorno tre del mese di Adar, nell’anno sesto del regno del re Dario. 
Gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questo tempio di Dio; offrirono per la dedicazione di questo tempio di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele. 
Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè.
I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese. Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo: tutti erano puri. Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi. 

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Andremo con gioia alla casa del Signore.


Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore»!
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.

Secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Vangelo

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. 
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». 
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Parola del Signore


Riflessioni sul vangelo di oggi proposte da  Laura
Una strana risposta, quella di Gesù: ci saremmo aspettati un’accoglienza diversa nei confronti dei familiari che lo cercano, soprattutto nei confronti della madre (e che madre!). Invece le parole di Gesù appaiono dure. Ma esse, se meditate con attenzione alla luce di altre pagine del Vangelo, mi sembrano luminose e profondamente consolanti.
Agli occhi di Gesù non ci sono privilegi di alcun genere, neppure quelli dei legami di sangue. Proviamo ad applicare a noi quest’assenza di privilegi: non vale la nostra storia, la nostra cultura, neppure il nostro servizio nella società e nella chiesa. L’unica cosa che vale, per “essere di Gesù” è quella ricordata nel brano: “ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica”.
È quello che Gesù dice, con altre parole, in un altro contesto: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me” (Mt.10,37). Gesù non vuole certo dire che non bisogna amare i genitori o i figli. Tutto sta in quel “più di me”. Al primo posto può stare solo Dio: gli affetti più cari vengono dopo e, alla luce dell’amore di Dio, acquistano tutto il loro valore.
Nel brano di oggi Gesù indica la strada per imparare ad amare Dio come Lui ci chiede: “ascoltare la sua Parola” e “metterla in pratica”.
Aiutaci, Signore, a cercare la tua Parola, a desiderarla, ad ascoltarla e a custodirla nel cuore per metterla in pratica, come ha fatto Maria, perché solo tu hai parole di vita eterna, che riempiono il cuore e danno gioia e consolazione alla nostra vita.