Il Giornale Parrocchiale

Fra le case

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| N° 130



Quando, sul finire del 1989, don Adriano Olcese fu messo a capo della Parrocchia di San Martino d'Albaro, che conta circa 15.000 famiglie, ha probabilmente pensato che alla messa principale, quella delle 10:30, la chiesa si riempiva più perché essa era piccola che per un grande concorso della gente.

E pensò a un modo per raggiungere tutti, per dire a tutti che la Parrocchia non morde, che in essa ci si sforza di coltivare valori profondi, come l'amore per il prossimo e per il creato, nei modi che Gesù ci ha insegnato con il suo sacrificio, che essa rimane uno dei pochi baluardi contro la distruzione generale di valori che oggi sembra inarrestabile.

La Parrocchia aveva un foglio periodico, che sotto il titolo “Arcipretura di San Martino d'Albaro”, recava il significativo sottotitolo “Informazioni parrocchiali”: una iniziativa onesta, ma con poco “fuoco” al suo interno.

Il nuovo parroco riunì qualche fedele con buona volontà e qualche competenza e propose loro di aiutarlo a portare la Parola di Dio, e più semplicemente l'affetto della comunità parrocchiale, a tutti coloro che non potevano venire in chiesa, perché impediti dall'età, da un malanno o anche soltanto da una ritrosia a riconoscersi membro del popolo di Dio.

Uno di quei fedeli era Gianni Franconi, un bravo giornalista che dette le prime linee agli amici spauriti: “Articoli brevi, titoli efficaci, testo interrotto da molte immagini, nessuna ‘filosofia’ generale, ma ancoraggio alle realtà del quartiere e della sua comunità cristiana”. Partì così, nel 1991, una vicenda che ci ha condotto, con cinque edizioni l'anno, a quasi 120 fascicoli, con il nuovo titolo “FRA LE CASE”, diventato in seguito anche il nome del nuovo Oratorio. È ovvio che molti fascicoli finiscano rapidamente nei cestini dei rifiuti. Ma anche le campane suonano per tutti e vengono ascoltate soltanto da alcuni. La speranza è che tutti, anche coloro che non le ascoltano, sappiano che esse suonino anche per loro. Quando meno se lo aspettano, quelle campane possono diventare un richiamo utile per riflessioni profonde, quelle che sinteticamente chiamiamo “la voce del Signore”. Con un giornalino ben curato, molte persone hanno la possibilità di leggere a casa, in tutta tranquillità, gli ‘editoriali’ del Parroco, di conoscere le varie attività della Parrocchia, che cosa essa offre e organizza per i giovani, per gli adulti e per gli anziani, di sentire i racconti di persone cariche di esperienze oggi difficili da immaginare, come le descrizioni di varie realtà del quartiere a cavallo della seconda querra mondiale narrate tempo fa in diversi fascicoli da Alberto Della Costa e da Mario Dighero. In ciascun fascicolo, un'ampia sezione è dedicata ai giovani, spesso curata da essi stessi, nella quale vengono trattati temi specifici delle loro età, vengono descritte le loro attività usuali e quelle organizzate dalla Parrocchia durante l'estate.

L'iniziativa costa del denaro che potrebbe essere destinato ad altro, prima di tutto alla carità; quindi ciascuno dei “redattori” ha ben chiaro che esso debba svolgere un ruolo veramente positivo, che giustifichi la scelta di affrontare questa spesa. è questa la ragione per la quale il giornalino si sforza di essere accattivante, ma non ha molte pagine o molti colori, ha articoli brevi, e fra di essi non ci sono articoli scritti per la sola voglia di qualcuno di farlo. Chi scrive, ha generalmente l'obiettivo di fornire una briciola del calore della comunità cristiana alla vecchietta sola, impossibilitata a recarsi in chiesa, o alla persona che non viene in chiesa ma che non ha mai ‘passato il Rubicone’ e che quindi utilizza questo piccolo canale di incontro con la comunità e con il Signore. Gianni Franconi scomparve troppo presto, ma ormai l'iniziativa era consolidata e troppa gente attendeva questa periodica, dicreta intromissione. Mirio Soso assunse il difficile compito di coordinare il gruppo di lavoro, stimolando contributi di tante persone sui temi che venivano stabiliti nella redazione, esasperandosi per i ritardi degli autori nella consegna degli articoli, e procedendo poi, fino a non molto tempo fa insieme a Laura Floris, alla impaginazione. Recentemente, il coordinamento della redazione è stato affidato a Gianna Radice Iannone.

Nella redazione si sono avvicendate, in questi dodici anni, molte persone. Insieme al parroco, esse elaborano le linee generali, stimolano anche persone esterne ad essa a scrivere articoli che corrispondano a quelle linee. Capita, talvolta, che persone che solitamente non si incontrano in chiesa fanno qualche osservazione o commento agli articoli, dimostrando così di averlo letto con interesse, e dimostrando anche che un altro importante obiettivo programmatico è stato raggiunto.