la parola di dio

Es 14,5-18   Es 15,1-6   Mt 12,38-42



Data:


La Parrocchia di San Martino d’Albaro vuole condividere la Parola di Dio della giornata odierna 24/07/2017.

Prima lettura

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. 
Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare; tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito erano presso Pi Achiròt, davanti a Baal Sefòn.
Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. E dissero a Mosè: «È forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto”?». Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agirà per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».
Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria.


Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare. 

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!

I carri del faraone e il suo esercito
li ha scagliati nel mare;
i suoi combattenti scelti
furono sommersi nel Mar Rosso.

La tua destra, Signore,
è gloriosa per la potenza,
la tua destra, Signore,
annienta il nemico.


Vangelo

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». 
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. 
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Parola del Signore


Riflessioni sulle letture di oggi proposte da frate Fabio
Fraternità Francescana   Piani S. Giacomo   Varazze

“Maestro, da te vogliamo vedere un segno”. Questa è la richiesta, rivolta a Gesù dagli scribi e dai farisei, con cui si apre la pagina evangelica di questa giornata. Una domanda che mi pare di scorgere anche nella pagina del libro dell’Esodo, nelle parole che Israele rivolge contro Dio. Nel momento in cui si ritrovano in una situazione di grave pericolo, con il mare davanti e l’esercito egiziano alle spalle, hanno bisogno di un segno chiaro da parte di Dio, che ha promesso loro la liberazione. E sappiamo che il segno verrà: Israele passerà il mare all’asciutto mentre l’esercito egiziano verrà travolto dalle acque del Mar Rosso. Così Israele conoscerà la fedeltà di Dio alle sue promesse, e imparerà pian piano a fidarsi di Lui.
Anche Gesù promette un segno ai suoi interlocutori: il segno più grande, quello della sua risurrezione. È in questo segno che noi conosciamo la fedeltà e l’amore del Signore per ognuno di noi. È il segno della vittoria su ogni male, su ogni peccato, su ogni esperienza di morte. È il segno della vita, che il Signore Gesù ci dona nel suo mistero pasquale. È il segno della nostra fede, che si rende presente ed operante in noi, ogni volta che celebriamo i sacramenti della Chiesa.
Chiediamo il dono di aprirci a questa fiducia nel Signore e nel Suo amore, per gustare la salvezza e la libertà che Lui desidera donare ad ogni uomo.